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Il mercato del lavoro

 Il mercato del lavoro

 I sistemi previdenziali contributivi hanno posto in evidenza oggi più che in passato il forte legame esistente tra previdenza e mercato del lavoro. Rispetto a periodi storici in cui la previdenza si fondava su modelli assistenziali di tipo retributivo, oggi con i sistemi contributivi rileva la vita biologica e professionale sotto molti punti di vista.

Se la preoccupazione in passato si concentrava sugli ultimi anni di attività lavorativa, adesso acquistano importanza la durata della vita professionale, la continuità della carriera professionale e l’andamento dei redditi.

Se nei sistemi di welfare tradizionali la visione della vita biografica era per compartimenti stagni, per cui il momento della formazione, il momento del lavoro e il momento della previdenza erano ben distinti e indipendenti; in un’economia globale, o come direbbero alcuni studiosi in una «società del rischio» o in una «società liquida», come quella odierna, l’interdipendenza tra questi momenti della vita è forte e ineludibile.

La nostra previdenza dipenderà da come sarà andata la nostra vita lavorativa e a sua volta la nostra vita lavorativa dipenderà molto probabilmente dall’adeguatezza e rispondenza delle nostre competenze rispetto alle esigenze del mercato.

Tale visione integrata, vista a livello individuale, si riproduce in maniera generale a livello di sistema, come ha ben evidenziato il Libro Bianco «Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa», per gli ulteriori effetti negativi che si potrebbero avere sui bilanci pubblici e sui debiti sovrani in termini di spesa assistenziale e sanitaria.

La libera professione, regolamentata o non regolamentata, quindi, è esposta a tutte le sfide economiche e demografiche tipiche del mondo dell’impresa e del mondo del lavoro subordinato.

Guardando, infatti, al libero professionista come micro imprenditore, costituiscono certamente sfide alle professioni:

  • la concorrenza europea e internazionale accelerata da internet e dalla mobilità del capitale umano;
  • i continui processi di innovazione tecnologica;
  • il rapido invecchiamento delle competenze e il gap di competenze;
  • l’alta pressione fiscale conseguente alla crisi del debito sovrano;
  • gli oneri amministrativi.

Dopo le riforme previdenziali e del mercato del lavoro degli ultimi anni, che hanno portato ad aumentare le aliquote contributive, l’età pensionabile e ad adottare il contributivo pro rata, occorre monitorare e aiutare la sostenibilità dei mercati del lavoro di riferimento.

Impegno: conoscere e prevedere per provvedere

Per questo sarà opportuno, come d’altronde avviene nei grandi enti di previdenza statunitensi e del nord Europa, proporre la costituzione in ambito Enasarco di un Osservatorio permanente sul mercato del lavoro degli agenti e dei promotori in grado di analizzare le tendenze attuali e soprattutto di analizzare in un’ottica previsionale i mutamenti futuri. Non ci può essere previdenza senza lavoro.

La conoscenza e la previsione dovranno essere e tornare utili per strutturare e costruire misure e strumenti pensati e disegnati per gli iscritti più giovani e per le donne. Così come per i soggetti economicamente più deboli si dovranno ipotizzare forme di rateizzazione dei contributi, agevolazioni e interventi che possano favorire il superamento di momenti e fasi di crisi.

 

 

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Informazioni su xenasarcodeciditu

Lista di candidati e candidate pronti alla sfida di rinnovare, valorizzare, migliorare e far crescere Enasarco.

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